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mercoledì 24 marzo 2010

E adesso il Comune fa appello alle imprese…. per il Fondo di solidarietà

AIUTACI ANCHE TU … AD AIUTARE, questo il titolo del manifesto appello e della lettera del comune, firmata dal Sindaco e dall’assessore ai servizi sociali e inviata alle imprese di Urbania.

Si chiede di seguire l’esempio degli amministratori, (che ricordiamo ha versato un suo stipendio), per il fondo di solidarietà. “Anche una piccola somma può essere utile” continua l’appello.

Sono buoni spesa da consumarsi per l’acquisto di beni di prima necessità. In questi giorni si stanno consegnando alle famiglie i buoni. Le 35 famiglie con un ISEE inferiore ai 9000 euro, che hanno fatto domanda, riceveranno in questi giorni un buono spesa da 100 a 200 euro.

“La crisi non è superata” dichiara il Sindaco “ed abbiamo fondati motivi per pensare che la coda sarà ancora lunga. Con la nostra iniziativa di luglio abbiamo voluto dare un esempio concreto. Adesso tocca alle imprese, agli istituti di credito, esercizi commerciali e categorie più abbienti incrementare il Fond”..

“Non chiediamo grandi somme” - continua l’Assessore ai servizi sociali Loretta Carnevali “ma in certe situazioni anche una piccola somma può essere decisiva. E’ necessario lo sforzo di ognuno e anche un piccolo aiuto servirà a non far sentire abbandonate le famiglie con disoccupati, cassa integrati o lavoratori che non hanno visto il loro contratto rinnovato. Un intervento piccolo, ma utilissimo per chi è in difficoltà anche per le operazioni più elementari. Non appena sarà raggiunta una determinata cifra, sarà ripubblicato un bando. Comunque prima dell’estate”.

E’ molto semplice versare, spiega il comunicato, basta recarsi presso la tesoreria della Banca dell’Adriatico e versare una qualsiasi somma sul Fondo di solidarietà.

martedì 2 marzo 2010

Ciclabile del Metauro: da Fano a Borgo Pace

Ho apprezzato molto la posizione del Presidente della Provincia.
Un percorso non facile, comunque oneroso. Ma finalmente una scelta chiara.
La chiarezza è la premessa, per far si che le idee non siano completamente astratte. Il ripristino della ferrovia Fano Urbino esiste solo nell'ottica di un collegamento con Roma e quindi di un aggancio con Pergola e Fabriano come era prima della guerra.
Diversamente è improponibile. Sarebbe un'impresa in perdita.
Anche questo è un progetto utopico?
Si sappiamo che le ferrovie ormai investono solo sull'alta velocità, che non è prevista sulle linee adriatiche.
Ma molto meno di una ferrovia locale che non avrebbe mai finanziatori ne potrebbe sostenersi senza risorse che in realtà non vi sono ne sul fronte privato ne sul fronte pubblico.
E non potrebbero reggersi solo sul turismo.
Una buona idea, ovviamente, ha bisogno di mettere le gambe. Anche per le ciclabili servono risorse.
Ma comunque, su un periodo medio lungo, non impossibili da trovare.
Visto che sono d'accordo voglio anche fare una proposta.
Sulla Valle del Metauro, oltre all'ex ferrovia esiste un progetto che va da Fermignano fino a Borgo Pace, che e stato realizzato qualche anno fa dalla Comunità montana di Urbania in collaborazione con i comuni.
Il progetto in parte utilizza percorsi precedenti, in parte, la ex ferrovia in parte le piste giá esistenti.
Vorrei modestamente ricordare che tocca una piccola cittá come Urbania che e' in testa alle classifiche nazionali per la quantità di piste ciclabili per numero di abitanti (secondo o terzo posto).
Avremmo così un formidabile percorso di mobilità dolce parallelo alla mobilità tradizionale, sia alla provinciale che alla nazionale, giá sotto stress per la mobilità commerciale e privata.
Ciclabile del Foglia e del Metauro potrebbero unirsi con la ciclabile di Fano e Pesaro e diventare un anello di ciclabile. Se poi proseguisse per Urbino sull'altro lato sarebbe completo.
La ciclabile dei due fiumi che rientrerebbe nei progetti nazionali più ambiziosi. Interessante sarebbe anche riscoprire qualche tratto della ex ferrovia che da Urbania proseguiva per Acqualagna, Cagli e Pergola.
Vi sono gallerie chiuse (tra Urbania ed Acqualagna ad esempio), caselli, percorsi con tanto di alberi. Sono tutti alienati? Sarebbe interessante fare una ricerca.

Peppe Lucarini
Sindaco di Urbania

mercoledì 24 febbraio 2010

PARLA COL SINDACO

Ma è in internet su Skipe.

Il Comune di Urbania fedele alla sua scelta di utilizzare tutte le possibilità di innovazione offerte dalla tecnologia, per incrementare le occasioni di contatto con i cittadini che anche internet può offrire, ha deciso di sperimentare una nuovo modalità di contatto.
Da una settimana è possibile parlare con il Sindaco senza muoversi da casa o dal lavoro. Sono sufficienti una web-cam ed un semplice collegamento Skype.
L’icona comparirà sul sito istituzionale. Cliccando si entrerà nel programma e si potrà vedere se il Sindaco è in linea.
Il Sindaco sarà disponibile in un orario preciso. Dalle ore 13,30 alle ore 14,30, da lunedì al venerdì, salvo altri impegni.

“E’ uno strumento in più per dialogare con la gente” dichiara il sindaco” Mi sono sempre piaciute le innovazioni. E considero internet, a giuste dosi, uno strumento utile.
Infatti, non c’è nulla che possa costituire il tradizionale incontro a "quattrocchi". Ma se una persona ha difficoltà a raggiungere il Comune, o risiede fuori Urbania ed ha bisogno di parlare con il Sindaco o semplicemente confrontarsi per sapere qualcosa di più sulla città, allora Skype è ancora meglio del telefono.
Alle 13,30 perché è l’ora più calma in Comune, prima della chiusura degli uffici e della mia uscita.
Sarà possibile contattarmi ogni qualvolta gli impegni istituzionali lo renderanno possibile. Per ora non c’è bisogno di prenotazione. Si entra e si attende di mettersi in collegamento. E’ un’iniziativa sperimentale”.
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sabato 30 gennaio 2010

MA NON ERA IL MINISTRO A DOVER VENIRE QUI?

a visitare il cantiere della Guinza si intende.

Siamo soddisfatti ma solo parzialmente. Dichiara il sindaco di Urbania che in autunno, insieme al sindaco di Mercatello, aveva rilanciato il comitato sulla Fano Grosseto e promosso la manifestazione del 1° novembre alla Guinza.

“Di viaggi per Roma se ne sono fatti tanti” continua Lucarini “io stesso ho partecipato ad alcuni. La novità doveva essere che una volta tanto il ministro veniva a trovare le istituzioni, sottolineo le istituzioni, come ha fatto ad Arezzo ed Ancona per rendersi conto di persona dello scandalo della galleria.

E poi non doveva essere un’azione rigorosamente bipartisan?. Rispetto la Foschi, ma forse il ministro dovrebbe rapportarsi direttamente con le istituzioni. Ai parlamentari agli enti locali.

Bene comunque, il ministro ci riceve. Spero che almeno siano chiamati anche i sindaci promotori del comitato (Urbania, Mercatello, Urbino).

Non che in questi mesi non sia successo niente. Anzi. Apprezziamo il ruolo che ha assunto la provincia, apprezziamo l’adesione unitaria di tutti i partiti, dei consiglieri e dei parlamentari.

Bene anche l’accelerazione delle procedure dell’Anas per la super strada, andremo subito in Consiglio per quanto ci riguarda. Bene se c’è la promessa di finanziare subito il lotto 10, per il collegamento fra Canavaccio e la bretella. Ma non doveva esserci anche il 4?.

E poi vogliamo rassicurazioni affinché gli impegni non finiscano li.


Rimane in campo tutto il problema dell’attraversamento dell’appennino. Cioè la progettazione del lato umbro (la palla è al ministero ormai) e il completamento della galleria. Non pretendiamo tutti i soldi subito. Pretendiamo però che si progetti quello che c’è da progettare e che la storia non finisca con il lotto 10 e con il collegamento per Urbino.

Servono tanti finanziamenti è vero, ma ad esempio in un contesto decennale potrebbe essere finanziato un lotto all’anno. Un lotto all’anno significa che con la buona volontà, tenendo conto che fra progetto ed esecuzione passano in genere alcuni anni, finanziando un lotto all’anno, i risultati in un decennio si potrebbero vedere davvero.

lunedì 25 gennaio 2010

Anniversario del bombardamento 2010

Oggi eravamo in giunta quando la sirena alle 12,42 ha suonato, più volte.
E tutti hanno guardato l’orologio, e un groppo in gola ci ha impedito di continuare a parlare.
Sapevamo che era una rappresentazione, ma comunque l’effetto era agghiacciante.
Per un momento abbiamo in piccolo vissuto lo stesso stato d’animo che in qualsiasi luogo, in qualsiasi epoca, provano le popolazioni quando una sirena preavvisa che dal cielo arriva una minaccia, che bisogna fuggire, ripararsi, che non c’è scampo, non c’è difesa per i civili, se non in un rifugio, un riparo.
Ad Urbania quella domenica di 66 anni fa, non suonò la sirena, i bombardamenti non avevano mai attaccato Urbania, non c’erano mai stati e non ci furono più attacchi. Non vi erano in Urbania obbiettivi militari.
La Ferrovia era più in basso a più di quattro kilometri, alle Baracche.
Non c’era motivo di avvisare la popolazione. Gli aerei passavano solamente sopra il cielo di Urbania. Per cercare i nodi ferroviari toscani o bolognesi, obiettivi strategicamente più importanti, per impedire i rifornimenti tedeschi o repubblichini in seguito allo sbarco di Anzio.
La guerra c’era. La linea gotica, attraversava la nostra provincia. La guerra ce la raccontavano i militari ritornati, le notizie dei prigionieri, quando arrivavano, in seguito alla rotta dell’esercito italiano, dopo l’8 settembre.
Ce la raccontavano le radio, soprattutto l’ascolto clandestino di Radio Londra. Il governo italiano era al sud, ma da noi niente di particolarmente rilevante.
Era domenica, una domenica chiara e fredda, come ci sono in gennaio, un piccolo assaggio della primavera che verrà.
La gente tranquilla usciva dalla messa e si preparava a tornare a casa dopo un fugace salto dal barbiere, o due chiacchiere con gli amici in osteria o le piccole spese che in tempo di guerra si potevano permettere.
Allora la Domenica i negozi erano aperti, le popolazioni rurali potevano scendere in paese di domenica perché gli altri giorni c’era da lavorare.

Poco importa la cronaca esatta.
D’improvviso qualche aereo dei numerosi che tornavano si abbassa, probabilmente i motori si sentono più vicini, perdono di giri, come si dice, poi il fischio il botto atroce, i palazzi che si afflosciano, i vetri che tintinnano, il piccolo circo che scompare.
Poi come una nebbia un silenzio, quanto lungo nessuno se lo ricorda, dieci venti secondi un minuto. ….. E poi un lamento, un urlo atroce che attraversa la città.
Da quel momento niente è più come prima. Da quel momento ogni persona cambia il corso della sua vita. Muoiono 250 persone, rimangono ferite altre centinaia, ognuno ha un fratello o un cugino o un genitore o un figlio da accudire o seppellire. Scompaiono famiglie intere.
E poi i giorni successivi, inizia l’opera di soccorso, volontari militari civili, i carissimi, per tirare fuori le persone dalle macerie. L’ospedale pieno di feriti. Le persone sane che si allontanano verso la campagna. Ognuno si rifugia in un podere. Amicizie fraterne che continueranno per tutto il dopoguerra.
Quasi ogni famiglia di Urbania è stata colpita. Ognuno ha una storia da raccontare. Chi ricorda un morto, o un ferito, o una persona che si è salvata per un attimo, per una decisone banale in qualsiasi altro momento. Un’ultima frase, un saluto, un rifiuto di un bambino.
I racconti che abbiamo sentito tante volte, trascritti o filmati.
I racconti che non sentiremo mai. Che sono scomparsi sotto le macerie.
Ieri sera la sintesi del bel film di Andrea Tancini e Salvatori Enrico, Paolo Cellini, ci ha restituito la stessa angoscia.
Foto di famiglia, immagini di vita quotidiana, la caldarroste, le brustoline, la tabaccaia. Scompare sotto le bombe tutto l’archivio del fotografo storico di Urbania. La memoria della città.
Scompaiono palazzi storici di Urbania.
Due giornate prima di Urbania lo scoppio di Montecchio. Un botto enorme. Un’azione di sabotaggio, contro i tedeschi, per distruggere un arsenale di morte che si trasforma in una grande tragedia e nella scomparsa dell’allora borgo di Montecchio. Anche a Montecchio 30 morti.
Un contesto, una storia diversa, ma una memoria che ancor oggi resta nel ricordo di tante famiglie colpite. Che è nella carne di chi ricorda.
Su ambedue gli episodi per anni una cortina di silenzio, per motivi diversi: in un caso perché provocata da quelli che erano già i nostri alleati, già allora dei badogliani ed in seguito dell’intero paese, nell’altro caso addirittura per mano dei partigiani.
Lo abbiamo voluti raccontare e celebrare insieme, perché sono facce di una stessa medaglia. Una medaglia terribile, la guerra.
La guerra moderna che tutto annulla. La guerra moderna che colpisce terrorizza i civili, la guerra nella quale chi preme il grilletto non sente il dolore che provoca. E’ un’azione come un’altra. Come si fa a provare rancore. Li ho letti quei report americani.
Giovani di vent’anni che ogni giorno prendono un biglietto si sola andata. Che il giorno dopo avrebbero bombardato Sofia in Romania. E forse ancor dopo in Austria o Germania. Probabilmente alcuni persero subito la loro vita i giorni successivi. Come ci ha raccontato ieri sera Mazzanti
Giovani che a sprezzo del pericolo si aggregano nei GAP, gruppi di sabotaggio partigiani, che rischiano la vita per combattere l’invasore.
Un atto banale, una decisione, il dito su un comando e vite che scompaiono per sempre.
Non sono loro i colpevoli. E’ la guerra. La guerra moderna. Che distrugge, che terrorizza le popolazioni.
Si era sperimentata a Guernica, la città ormai più conosciuta per il quadro di Picasso che per i morti in seguito ai bombardamenti degli alleati fascisti e nazisti di Franco.
Si era sperimentata in piccolo nella prima guerra con i primi aerei.
Ma nel secondo conflitto diventa normalità. Scompaiono intere città, Dresda viene bombardata di notte selvaggiamente, sul fronte opposto Londra, poi Berlino, Mosca, Leningrado.
E le tracce rimangono per sempre. Nella struttura delle città, anche in Urbania, nelle poco felici ricostruzioni del dopoguerra ed anche nei buchi delle mancate ricostruzioni o nei tetti piatti nelle nostre foto aeree. Tracce soprattutto nella memoria.
Sono 66 anni che questo giorno viene celebrato come il nostro giorno della memoria. Ognuno conosce un racconto famigliare.
Un mio zio sedicenne dal barbiere si salva per miracolo, sotto una trave. Le travi che portano o morte o sopravvivenza. Una nonna che per anni sopravvive con un piede maciullato per morirne un decennio dopo. Nella famiglia di mia zia da parte di madre, scompare una ragazza di 16 anni.
Tanti racconti che vorremmo diventassero un libro. Ieri sera l’abbiamo detto e cercheremo finalmente di realizzarlo e di farne omaggio a tutte le famiglie affinchè ogni ragazzo conosca la storia di questo evento tragico e possa legarla alla storia della sua famiglia.
Quest’anno abbiamo deciso di celebrare insieme a S.Angelo in Lizzola quelle che furono le tragedie più grandi della Provincia nel secondo conflitto.
Lo faremo anche il prossimo anno. Con me qui c’è il vicesindaco di S.Angelo ieri sera c’era il sindaco. Abbiamo un dovere: il dovere di raccontare. La guerra va raccontata, va spiegata.
La guerra non nasce a caso, d’improvviso. Ha una fase di preparazione. Che è impastata d’odio, di sopraffazione, di facilonerie guerresche. Di eroismi e vanaglorie, che si sciolgono non appena arriva il volto vero della guerra: la morte, la distruzione, i peggiori istinti che diventano normalità quotidiana, i limiti che spariscono per sempre.
La guerra moderna è terribile: 20 milioni di morti nel primo confitto, 50 milioni nel secondo conflitto, quasi due terzi civili. 26 milioni di morti in Russia, 14 nell’invasione giapponese della Cina. In gran parte civili.
Chi ha vissuto la guerra ha il compito di ricordarla, ma soprattutto il dovere di preparare la pace. La pace non è un’affermazione retorica. La pace costa fatica, richiede impegno. La pace è il coraggio di dire le cose che non sempre fanno piacere a tutti.
La pace significa non fermarsi alla superficie delle cose, guardare all’umanità delle persone. Rispettarne le diversità: di razza di religione, di opinione.
La pace costa fatica. Richiede impegno, ma rappresenta l’unico futuro possibile per l’umanità.
Trasformare la celebrazione, il ricordo di questi due episodi in un impegno di pace fra due città come Urbania e S.Angelo in Lizzola credo sia l’impegno che abbiamo il dovere di assumerci oggi.

sabato 1 agosto 2009

IL CONSIGLIO DEL 23 LUGLIO

Breve cronaca
Il Consiglio del 23 luglio è strato organizzato principalmente per discutere la relazione programmatica ed è stato occasione anche per discutere anche altri punti all’ordine del giorno.
Nelle comunicazioni, il sindaco ha riferito della adesione del comune di Urbania a due importanti manifestazioni organizzate a livello provinciale e nazionale:
· La prima sulla crisi economica organizzata dalle associazioni degli artigiani e della piccola impresa.
· La seconda, alla quale il sindaco ha partecipato personalmente, insieme all’assessore Venturi, si riferisce alla manifestazione per la difesa delle produzioni tipiche agricole italiane, organizzata dalla coldiretti il giorno 22 luglio.
Il Sindaco ha inoltre annunciato per i primi giorni di settembre una serata convegno per discutere con il mondo della scuola e delle imprese, sul futuro dell’Istituto superiore di Urbania
Il Presidente del Consiglio nell’ambito delle sue comunicazioni ha presentato i volontari del comitato di protezione civile comunale che si sono recati, in due diversi momenti, in Abruzzo. Uno dei volontari ha preso la parola per raccontare la loro esperienza.
Il Consiglio ha poi provveduto a discutere le interrogazioni e mozioni presentate dal consigliere Filippo Leonardi per la minoranza. In alcune di questa è stato raggiunto un accordo ed per altre si è provveduto concordemente ad un rinvio.
L’interrogazione sui rifiuti di Agroter: l’assessore si è riservato di approfondire l’argomento. Com’è noto trattasi di discarica di proprietà della comunità montana, già affidata alla Multiservizi, collocata nel comune di Urbino. E la vicenda dei rifiuti è monitorata costantemente da tutti gli organi preposti.

Il Consiglio ha poi approvato la formazione della commissione che si occuperà di formulare una organizzazione aggiornata delle commissioni, del regolamento del consiglio e dell’aggiornamento dello statuto comunale.
Un altro punto si è poi occupato dell’aggiornamento del regolamento di polizia rurale, con l’aggiornamento delle distanze di lavorazione dei campi dalle strade, come indicato dalla provincia in seguito al confronto con le associazioni degli agricoltori. Si tratta di un regolamento importante per evitare che la lavorazione dei campi, non segua le buone pratiche agronomiche e che in seguito a questo in seguito ai temporali, possano crearsi fenomeni franosi o casi di dilavamento sulle strade stesse, tali da richiedere interventi finanziari di ripristino.

RELAZIONE PROGRAMMATICA.
Il sindaco e la giunta hanno portato in discussione il documento programmatico che era stato preparato in seguito alla presentazione delle candidature. Il breve tempo trascorso non costringe a variarne evidentemente i contenuti. Il documento è stato presentato da una relazione del sindaco che è entrata nel merito di alcuni punti.
Qui ne riportiamo alcuni stralci:
I “100 GIORNI”
Come si usa in campagna elettorale abbiamo definito il programma delle prime cose da fare. La data simbolica sono i primi cento giorni.
Credo che debba dare conto della prima fase della realizzazione di questo impegno.
1. Il restauro della fontana monumentale: è arrivata l’autorizzazione della soprintendenza. Sono partite le richieste di preventivo ed il 3 agosto saranno aperte le buste. Al più tardi ai primi di settembre partiranno i lavori.
2. Tavolo di lavoro con le imprese: sono stati organizzati i primi incontri. Siamo ancora alla fase di ascolto. La prossima settimana un incontro con gli studi commerciali o le aziende di servizio: commerciale, qualità, informatica, grafica ecc. A settembre un incontro con le imprese agricole e commerciali. Poi costituiamo il tavolo ed andremo avanti.
3. Attivazione rete wireless a S. Maria del Piano. E’ già operativa ed ogni azienda o privato può accedere al servizio informandosi presso la C.Montana.
4. Piazza telematica: Wireless gratuito in piazza, Purtroppo ci manca il parere della soprintendenza; (ad oggi, data della pubblicazione del presente, è invece arrivato). Si attiverà al più presto.
5. Nuova Caserma dei Carabinieri. Abbiamo organizzato un primo incontro con la ditta che ha costruito la caserma. Il problema è che il corrispettivo proposto dal ministero non è soddisfacente ne la ditta è obbligata ad accettarlo. Il problema è anche che la vecchia caserma non è più adeguata ad ospitare i carabinieri. Ho già avviato i primi contatti con i parlamentari per contattare il ministero degli interni. I primi giorni di settembre avremo gli incontri con gli altri enti interessati a mantenere una caserma in Urbania. L’obiettivo è di trovare una soluzione accettabile utile allo scopo di trasferire i carabinieri all’inizio del prossimo anno nel nuovo edificio.
6. Il bando per il risanamento dell’area dell’ex mattatoio è già stato pubblicato. Speriamo che entro il termine fissato (il 30 settembre) arrivino le opportune proposte; risaneremo così quell’area ed allo stesso tempo reperiremo nuovi posti macchina per il centro storico.
7. Il pavimento della casa si riposo è stato completato, quello nella scuola materna lo sarà non appena saranno disponibile le risorse, per garantire la quota parte del comune di Urbania.
8. A giorni dovrebbe partire la sistemazione della asfaltatura della strada di accesso al Barco: la ditta è già stata selezionata.
9. Rotatoria di via Mazzini: abbiamo i contatti con la provincia, per richiedere il finanziamento in quota parte, per realizzare la rotatoria di via Mazzini;
10. Riforma dell’Istituzione culturale BACT: proseguiremo con l’attività del BACT massimo fino alla conclusione dell’anno finanziario. Non cambieremo i componenti. Faremo riferimento alle persone attuali. Nel frattempo entro settembre prospetteremo una soluzione alternativa. Io credo molto in una struttura parallela al museo, che sia in grado di mettere insieme gran parte delle istituzioni pubbliche e private a cui facciamo già riferimento, mediante un soggetto capace di portare progetti, risorse ed idee. Dobbiamo restituire alle istituzioni ed ai beni culturali il ruolo che meritano nella rete provinciale dei servizi culturali. Il riferimento sono i Della Rovere ed ai Duchi di Urbino e lo spazio fisico del Palazzo ducale, un po’ come Palazzo Antaldi a Pesaro o altre istituzioni nazionali.
11. Ipotesi per il Barco: anche su questo problema entro settembre perfezioneremo una proposta. Non dobbiamo usare male questa opportunità. Si tratta del restauro più importante della nostra storia su un palazzo che ha un forte valore simbolico nel nostro territorio. Un Palazzo che può diventare anche il simbolo della volontà di riscatto dell’entroterra. Serve però una iniziativa eccellente,che sia in grado di portare innovazione, di fungere da traino di uno sviluppo di qualità. Pensiamo ad un bando l’abbiamo detto e ad un sito. Il bando prevederà confini e paletti di possibili soluzioni. Sarà prevista anche una commissione non solo di personaggi della cultura, ma anche della scienza e del mondo dell’impresa e dello spettacolo. Ci prenderemo tutto il tempo per fare tutto nel miglior modo possibile, mentre si vanno completando i restauri.
Alcuni obiettivi aggiuntivi:
· abbiamo programmato i primi interventi sulle ciclabili per togliere gli ostacoli e le barriere architettoniche;
· stiamo completando i lavori sulla rotatoria della Palazzina, l’edicola è stata restaurata e la madonna tornerà al completamento dei lavori.
· in accordo con la parrocchia, abbiamo trovato le risorse per il completamento del restauro della chiesa di San Francesco, che comprende l’abside ( con l’affresco che è stato scoperto) ed il completamento della nuova tinteggiatura in modo da essere pronti con l’inaugurazione per il 4 ottobre festa di san Francesco.”

ALTRE QUESTIONI NELLO SPECIFICO:

LA COLLABORAZIONE FRA COMUNI

C’è un problema che ci tocca tutti: l’associazione dei servizi e la collaborazione fra comuni dell’entroterra.
Si è fatto grave danno con la cosiddetta riforma delle Comunità Montane. Da più di un anno l’ente è retto da un commissario che è dovuto rientrare al lavoro.
Azzerati in un colpo Giunta e Consiglio. La C.M. è retta attualmente dai dipendenti. Risultato? Mesi senza governo del territorio, proprio qui dove i comuni sono più deboli. Commissari come su enti in dissesto. Mai visti in Italia.
Purtroppo anche i segnali che provengono dall’ennesima riforma nazionale delle autonomie non sono positivi.
Con la scusa della riduzione del costo della politica, si indeboliscono proprio le rappresentanze negli enti più piccoli e più vicini alla gente.
Enti più deboli, territori più deboli. Non riesco a pensare altro.
Proprio in un momento di crisi nella quale serve più rappresentanza più concertazione, più collaborazione con il territorio.

Una soluzione ora toccherà trovarla. Visto che le comunità Montane probabilmente si trasformeranno in unioni comunali, che si anticipi la riforma e si lasci piena libertà ai comuni nel territorio e si passi direttamente alla costituzione delle unioni comunali, che riassorbono le funzioni delle vecchie comunità Montane, multipli o enti corrispondenti ai vecchi territori.
Nel frattempo conviene che il commissario costituisca subito il comitato dei sindaci nella piena funzionalità.

LA VIABILITA’
A noi interessa soprattutto il grande progetto della Fano Grosseto. Sembra che il governo abbia deciso di non pubblicare il bando entro giugno. Esiste solo una proposta privata ed altre potranno aggiungersi i prossimi mesi. Nei 4 mesi successivi lo stato potrà esaminare i progetti direttamente e trattare con le ditte. L’idea è quella di una autostrada che colleghi l’A14 e la E45 che sarà trasformata anch’essa in autostrada (Orte, Chioggia) ed ha già una ditta affidataria.
Sembra che i livelli di traffico non siano sufficienti. Dico sembra perché se si fanno sul traffico attuale, meglio una ciclabile.
Ma la Fano Grosseto non a caso è strada europea, perché mette in rapporto due mari, e perché rimette in moto i traffici storici che attraverso la bocca trabaria collegavano Firenze ed Ancona, i porti di Livorno e di Genova ai porti di Ancona e tutta l’adriatica.
Una via commerciale che poi è stata sostituita dal percorso Firenze e Bologna e che è all’origine del congestionamento che porta oggi alla terza corsia.
Sembra anche che le ditte chiedano che lo stato metta una quota molto superiore al 50%.
Quello che è sicuro che questa non può essere l’ennesima scusa per non fare nulla anche questa volta.
Ci sono i progetti definitivi, i percorsi sono definiti, ora tocca allo stato fare la scelta e stanziare le risorse che altri territori hanno ricevuto (sara il 50%, sarà l’80%, quello che è sicuro è che non potrà essere lo 0%).
I problemi sono li e parlano da soli: la bretella senza pantaloni, la galleria della Guinza aperta e mai finita. Una vera ferita nell’ambiente.
Allo stato l’onere di trovare una soluzione.
Dobbiamo tornare protagonisti di questa battaglia. Rilanciare il comitato che qualche anno fa era stato costituito. Costituire la nostra piccola lobby locale che deve diventare parte di una lobby più grande.
Questo perchè in autunno abbiamo intenzione di organizzare un convegno, con una iniziativa clamorosa che parta da Urbania e si concluda nella Guinza.

LA SCUOLA SUPERIORE DI URBANIA

Francamente non pensavo di dover affrontare questo problema con questa urgenza. Siamo in fase di riforma. Che si fonda molto sul ridimensionamento degli organici.
La scuola di Urbania sta vivendo un momento di grande sofferenza.
Non di risultati essendo i nostri ragazzi preparati e capaci di partecipare con successo ai concorsi che si presentano. Ma di numero di iscrizioni.
Il problema è il futuro di due corsi: ragioneria e moda, che non riescono a trovare le iscrizioni minime. Un altro è l’esubero di iscrizioni nei corsi a maggior successo, che però non sono sufficienti a sdoppiare le classi. Si sta anche ragionando in altri ambiti sulla articolazione delle sezioni in tutti i comuni dell’entroterra.
I problemi sono tanti, si presentano tutti insieme e non sono di facile soluzione.
Non voglio adesso anticipare nessuna scelta. Ma quello che è sicuro è che non possiamo pensare che le nostre scelte possano essere fatte da altri e lavarcene le mani.
Per questo i primi giorni di settembre penso sia utile organizzare un convegno alla presenza del dirigente scolastico provinciale, dell’assessore provinciale alla istruzione, della dirigenza scolastica, dei cittadini e delle imprese di Urbania, per sviscerare tutte le possibilità che abbiamo.
Con un primo obiettivo: che le istituzioni scolastiche superiori di Urbania non perdano l’autonomia che con tanta fatica sono riuscite a conquistarsi nel tempo. questa è la scuola superiore dell’alta Val metauro. E come tale deve essere difesa.

LA CRISI:

Abbiamo avviato il tavolo. Siamo già alla terza riunione. Molta presenza delle organizzazioni e poca delle imprese. Ma i pochi sono molto interessati.
Credo che tutti avvertono che dopo questa crisi, poche cose saranno come prima.
Non so quanto e cosa riusciremo a fare. Ma vogliamo che anche i più piccoli interventi vadano nella giusta direzione, siano coerenti con un disegno.
Il problema è chiedersi quale dovrà essere. E se possiamo effettivamente fare qualcosa.
Tutti sono consapevoli che è un modello ad essere andato in crisi.
Io ricordo negli anni ‘70 il modello manifatturiero e pubblico aveva surclassato la vecchia economia rurale e dell’artigianato di servizio.
Tutto ruotava attorno all’economia di servizio rispetto al settore principale. C’era anche una grande azienda di trasporti, ricordate?
Ci sono state ristrutturazioni. E’ cresciuta la meccanica e l’edilizia.
Oggi siamo alla crisi anche di alcune delle grandi imprese nate nella fase successiva. Spesso per iniziativa di tecnici diventati imprenditori.
Non dico che questa crisi è destinata a peggiorare e che non possano rinascere questi settori.
E si può far rinascere nuove filiere nell’abbigliamento, nella meccanica, oserei dire nell’edilizia.

Ma questa è anche la città dei servizi: sociali, culturali, sportivi, spesso anche volontari. E’ la città dei servizi alle imprese (qualità, commerciale, grafica ecc.), dei servizi turistici (quasi 500 posti letto fra Urbania e Peglio), dei servizi culturali (due musei, un teatro, un cinema), la città dove esiste l’unico corso per geometri dell’entroterra e dove più che in ogni altro comune negli ultimi anni si è cominciato a parlare di sostenibilità e di casa sostenibile.
In sostanza io credo che assieme ai settori tradizionali, dobbiamo far si che anche quella che era economia di supporto abbia la capacità di conquistarsi un ruolo autonomo, di crescere in quantità e qualità. Per far nascere un sistema di imprese, private o cooperativistiche, anche nel commercio, nel sociale, nel turismo, una economia che possa trovare una propria autonoma strada e fare sistema anche nel resto del territorio, che sappia puntare sulla qualità e sulla valorizzazione anche dei cervelli che le nostre scuole hanno prodotto.

TURISMO, CITTÀ STORICA, CULTURA

Oggi Urbania obiettivamente è più conosciuta del passato. Il modello funziona. Viene molta gente. La ceramica ha fatto da volano di immagine.
Anche nel centro storico le cose sono migliorate. Non è più all’abbandono. Importanti manifestazioni stanno portando migliaia di persone o in pochi giorni (befana) o in tutto l’arco dell’anno (le mostre e la chiesa dei morti, san Martino, le scuole per stranieri). Ma tuttavia sento che è giunto il momento di fare un altro salto di qualità.
Ogni strumento deve suonare in maggiore armonia. E tutti insieme diventare un’orchestra vera, che fa arrivare la musica lontano. Fare più squadra. I tempi evolvono. Le cose inventate qui imparano anche gli altri a farle. A volte anche meglio. Dobbiamo in sostanza fare un salto in avanti.
l’idea di un piccolo centro dove si va per praticare esperienze creative, per conoscere la gente vera, che conserva le tradizioni e da dove si parte avendo assorbito qualcosa e con la voglia di tornare e con la voglia di parlarne ad altri.
E non si può che partire dall’esperienza delle scuole per stranieri e perché no per italiani. Il turismo vero ad Urbania è partito dalle scuole per stranieri ed in seguito anche dall’ambiente, e da li ancora dobbiamo ripartire con le opportune evoluzioni.
Un modello di turismo per tutti. Più suggerito. Meno urlato.
IN POCHE PAROLE IL MODELLO DELLE FESTE DELLA BIRRA, DEI FIUMI DI ALCOL E DELLE NOTTI BIANCHE, SENZA NEGOZI E SENZA MUSEI APERTI NON SARÀ IL NOSTRO MODELLO.

Il turista quando arriva deve avere l’impressione di una città che parla un'unica lingua. Ed una politica per il turismo non può che coinvolgere settori diversi dell’amministrazione (urbanistica, lavori pubblici, cultura, ambiente, commercio), che su un progetto devono coordinare le azioni.

ECONOMIA VERDE

Se ne parla tanto. L’America ne sta facendo il centro di una ripresa economica. Ci sono leggi che la sollecitano e la sostengono.
Stanno formandosi nuove competenze.
Anche noi nel programma ne abbiamo parlato.
E c’è una prima sfida che giocheremo sul parco eolico di Montiego.
Il problema è che quando si passa dalla teoria ai fatti emergono i problemi veri: l’incrocio fra valutazione e sensibilità diverse.
Stiamo piano piano compiendo il percorso che avevamo delineato. Stiamo incontrando tecnici, enti e professionisti, probabilmente in autunno arriverà anche il momento delle scelte improrogabili. Vogliamo arrivarci nel modo più oggettivo possibile, con una valutazione realistica su costi e benefici. Ed i benefici eventuali non saranno finanziari ma concreti progetti di riqualificazione ambientale.
Sull’eolico, come sul fotovoltaico si incrociano sensibilità di natura molto diversa: l’ambientalismo che guarda al risparmio energetico nazionale e quello più attento all’impatto sul territorio, al paesaggio, alla storia.
Le scelte non sono quindi facili ma arriva il momento che non sono più rinviabili.
E le scelte non sono mai giuste al 100%.
Noi vogliamo che la gente di Urbania sia pienamente consapevole. Ci saranno valutazioni economiche, ci saranno proiezioni, calcoli, immagini, senza nascondere nulla.
Ed alla fine rispetteremo quello che abbiamo detto: DAREMO LA VOCE AI CITTADINI. Quando le scelte sono così importanti per il futuro di una città la delega non è più sufficiente. Tutti devono avere la possibilità ed esercitare la responsabilità di esprimersi. Un po’ come dovrebbe accadere a livello nazionale con il nucleare. Quello che è stato deciso per referendum dovrebbe essere rimosso solo da un altro referendum.

In conclusione.
Come stiamo lavorando attualmente?
· La giunta è impegnata, in un’importante fase di studio della struttura, dei bilanci e dei programmi. Non semplice, data la complessità della macchina organizzativa e dei servizi, ma l’impegno e l’entusiasmo non mancano.
· Stiamo attivando un programma di corsi sulla amministrazione pubblica e sulla legislazione comunale.
· Stiamo attivando una serie di incontri con le amministrazioni confinanti, per renderci conto dei problemi comuni e delle possibili soluzioni di collaborazione, per conoscerci (presto Sant’Angelo, Fermignano e Peglio).
· Stiamo incontrando tutti, imprese, associazioni sportive, associazioni culturali la voglia di fare, l’abitudine di stare insieme, di prestarsi anche volontariamente nelle opere. E’ questa la risorsa che dobbiamo valorizzare al massimo ed è grazie a questa che Urbania è in testa sia nel reddito che nei servizi.
· Stiamo attivando anche gli strumenti informatici. Sul sito apriremo anche un Blog. Ovviamente solo per intervenire rigorosamente firmandosi. Sono anche le nuove leggi ad obbligarlo.
· Chiederemo a tutti, liste civiche, partiti, associazioni, di fornirci i loro indirizzi anche mail, perché vogliamo dare la possibilità a tutti di sapere quando si tiene un consiglio o una qualsiasi altra riunione, a tutti sottolineo, perché tutti sono utili alla città, qualsiasi sia la loro opinione politica o il ruolo o il lavoro.

La tecnologia non deve farci dimenticare però il contatto umano, che sarà la nostra principale attitudine, così come il rapporto fra maggioranza e minoranza non deve farci dimenticare che questo funziona solo nella reciproca disponibilità ad ascoltarsi.

Il Sindaco Giuseppe Lucarini